Ecodesign da Eup a ErP?

schema prodotti soggetti alla eup
La Direttiva 2005/32/CE EuP (Ecodesign dei prodotti che consumano energia) riguarda tutti i prodotti che consumano energia (elettrica,  fossile, rinnovabile) e  fissa un quadro per l’elaborazione di specifiche comunitarie che uniformino e regolino nuovi criteri di ecodesign nell’intento di garantire la libera circolazione di tali prodotti nel mercato interno.
La Direttiva EuP ricade nel panorama delle azioni previste dall' European Union’s 6th Environment Action Programme (Sesto programma d'azione per l'ambiente della Comunità Europea) .
 

Lo scopo della direttiva  è quello di ridurre gli impatti ambientali sull’intero ciclo di vita del prodotto controllando il tipo di materiali da utilizzare, il consumo energetico, le modalità di riciclo e di smaltimento, ecc.

La EuP si presenta come una direttiva quadro, che  prevede specifiche Misure di Implementazione per le singole categorie di prodotto.
Una Misura di Implementazione contiene requisiti specifici di prodotto, requisiti generici o un mix delle due tipologie.

Tra i prodotti che consumano energia si classificano principalmente i dispositivi che, una volta immessi nel mercato o in servizio, dipendano da un input energetico (energia elettrica, combustibili fossili ed energie rinnovabili) per funzionare per l’uso cui sono destinati.
A tali apparecchi è imputabile una quota consistente dei consumi di risorse naturali e di energia nonché altre forme di impatto sull’ambiente, spesso molto diverso anche in prodotti dalle prestazioni simili.
 
Il 31 ottobre 2009 la direttiva Eup  è stata rifusa nella Direttiva 2009/125/CE che ha preso il nome di ErP ( Energy Related products) relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia.
 

Tra le novità, viene introdotta la definizione di prodotto connesso all’energia («prodotto»), ovvero qualsiasi bene che abbia un impatto sul consumo energetico durante l’utilizzo, che viene immesso sul mercato e/o messo in servizio e che comprende le parti destinate a essere incorporate in un prodotto connesso all’energia contemplato dalla  direttiva stessa, immesse sul mercato e/o messe in servizio come parti a sé stanti per gli utilizzatori finali, e le cui prestazioni ambientali possono essere valutate in maniera indipendente.

Viene esteso l'ambito di applicazione a tutti i prodotti connessi all’energia garantendo così la possibilità di armonizzare a livello comunitario le specifiche per la progettazione ecocompatibile di tutti i prodotti significativi connessi all’energia.
Secondo la nuova direttiva molti  prodotti connessi all’energia presentano notevoli potenzialità di miglioramento in termini di riduzione degli impatti ambientali e di risparmio energetico, mediante una progettazione migliore che determina altresì economie per le imprese e gli utilizzatori finali.


Oltre ai prodotti che utilizzano, producono, trasferiscono o misurano energia, la direttiva estende l'ambito di applicazione anche determinati altri prodotti connessi all’energia, compresi  ad esempio materiali da costruzione, quali finestre e materiali isolanti, e alcuni prodotti che utilizzano l’acqua, quali soffioni doccia e rubinetti.


Il motivo di questa estensione è evidentemente identificato nella potenzialità intrinseca di questi "prodotti connessi all'energia" di contribuire ad un notevole risparmio energetico in fase di utilizzazione.
Rispetto alla 2005/32/CE viene superato il concetto di prodotto che consuma energia a favore di un nuovo e più ampio concetto di beni ( prodotti) connessi al consumo di energia.

In pratica,  l’etichetta energetica a cui siamo abituati su frigo, condizionatori, e lavatrici,  dovrà essere presente anche su finestre e su molti altri prodotti da costruzione che hanno un impatto indiretto sul consumo energetico dell’edificio.

 

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