Ecodesign da Eup a ErP?

Lo scopo della direttiva è quello di ridurre gli impatti ambientali sull’intero ciclo di vita del prodotto controllando il tipo di materiali da utilizzare, il consumo energetico, le modalità di riciclo e di smaltimento, ecc.
La EuP si presenta come una direttiva quadro, che prevede specifiche Misure di Implementazione per le singole categorie di prodotto.
Una Misura di Implementazione contiene requisiti specifici di prodotto, requisiti generici o un mix delle due tipologie.
Tra le novità, viene introdotta la definizione di prodotto connesso all’energia («prodotto»), ovvero qualsiasi bene che abbia un impatto sul consumo energetico durante l’utilizzo, che viene immesso sul mercato e/o messo in servizio e che comprende le parti destinate a essere incorporate in un prodotto connesso all’energia contemplato dalla direttiva stessa, immesse sul mercato e/o messe in servizio come parti a sé stanti per gli utilizzatori finali, e le cui prestazioni ambientali possono essere valutate in maniera indipendente.
Viene esteso l'ambito di applicazione a tutti i prodotti connessi all’energia garantendo così la possibilità di armonizzare a livello comunitario le specifiche per la progettazione ecocompatibile di tutti i prodotti significativi connessi all’energia.
Secondo la nuova direttiva molti prodotti connessi all’energia presentano notevoli potenzialità di miglioramento in termini di riduzione degli impatti ambientali e di risparmio energetico, mediante una progettazione migliore che determina altresì economie per le imprese e gli utilizzatori finali.
Oltre ai prodotti che utilizzano, producono, trasferiscono o misurano energia, la direttiva estende l'ambito di applicazione anche determinati altri prodotti connessi all’energia, compresi ad esempio materiali da costruzione, quali finestre e materiali isolanti, e alcuni prodotti che utilizzano l’acqua, quali soffioni doccia e rubinetti.
Il motivo di questa estensione è evidentemente identificato nella potenzialità intrinseca di questi "prodotti connessi all'energia" di contribuire ad un notevole risparmio energetico in fase di utilizzazione.
Rispetto alla 2005/32/CE viene superato il concetto di prodotto che consuma energia a favore di un nuovo e più ampio concetto di beni ( prodotti) connessi al consumo di energia.
In pratica, l’etichetta energetica a cui siamo abituati su frigo, condizionatori, e lavatrici, dovrà essere presente anche su finestre e su molti altri prodotti da costruzione che hanno un impatto indiretto sul consumo energetico dell’edificio.
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