Etichetta Energetica: proposta di estensione CE a tutti i prodotti che incidono sul consumo energetico
Il CESE ha ritenuto opportuno sottolineare che, per altri prodotti o servizi che non consumano energia, ma che sono connessi al consumo energetico, possano rivelarsi più appropriati altri strumenti informativi e ambientali.
La rifusione della direttiva sull'etichettatura energetica rientra tra le priorità annunciate nel piano d'azione sull'efficienza energetica e nel piano d'azione sulla produzione e sul consumo sostenibili e sulla politica industriale (SCP/SIP) sul quale il Comitato ha avuto modo di esprimere il proprio parere.
Rientrano in tale quadro, non solo l'Energy Label, ma anche l'Eco-Label, il marchio Energy-Star, le specifiche tecniche di eco progettazione (Eup), i Building Efficiency Standards, lo standard d'eccellenza EMAS ed altre informazioni ambientali, come l'EDP - Environmental Product Declarations, nonché numerose etichette a carattere settoriale, specie nel settore alimentare.
E’ evidente che sarà necessario prima di procedere all’estensione dell’etichettatura a nuovi gruppi di prodotto connessi con il consumo d’energia, ad una valutazione di impatto e ad una analisi dettagliata dei costi benefici per settore condivise da tutti gli stakeholders e basata su evidenze scientifiche.
Secondo quanto già espresso da CESE nel parere 337/2009 è possibile - ma non certo- che interverranno in futuro in ambito nazionale (salvo omesse o assenti disposizioni negli strumenti di esecuzione di ciascuno stato membro) incentivi a favore di acquisti di prodotti verdi ad elevata efficienza energetica.
Infine, il CESE ribadisce che tutti gli oneri imposti agli operatori economici europei in applicazione del piano d'azione della Commissione devono essere applicati anche ai prodotti importati, cosicché non si crei un sistema discriminante.

